19 - 12 - 2018

Quello che conta

Dancing Spaceman

Cosa importa alla fine?

È impossibile non tirare le somme una volta arrivati a dicembre.

Viene naturale fare una divisione di cosa mettiamo dentro la cesta delle buone cose che ci portiamo dietro nell’anno nuovo e quelle che invece decidiamo di buttare una volta scavalcata la mezzanotte del 31.

C’è un rito scaramantico a cui si può prendere parte la notte dell’ultimo giorno dell’anno, dipende dove ci si trova.

Questo rito richiede infatti di fare del fuoco e del fumo, dato fondamentale per la riuscita del cerimoniale. Semplicemente si scrive su di un foglio tutto ciò che abbiamo deciso di abbandonare, tutto quello che non vogliamo faccia più parte della nostra futura vita a partire dall’anno nuovo. In alternativa, come complemento del rituale, si può costruire un idolo di legno, a cui attribuiamo tutto il male, come fosse una strega da bruciare sul rogo (non me ne abbiano le streghe!).

Un rogo è proprio quello che accadrà.

Trovato un posto consono e sicuro si può finalmente accendere il fuoco. L’idoneità del posto è definita dalla scarsa possibilità di creare un incendio e dal mood sentimentale della singola persona. Un posto molto bello dove bruciare l’idolo con i fogli legati è una strada di campagna sotto un cielo stellato, al freddo, allo scoccare del nuovo anno. Il fuoco è poi si può spegnere con le bollicine dello spumante.

Sarebbe bello trascorrere il tempo che ci viene concesso durante questo stop di fine anno, con la consapevolezza che sulla bilancia, le cose positive che ci portiamo avanti superano in somma quelle negative.

Vero è che ci sono molte persone che non riescono a sfruttare queste vacanze per rilassarsi. Spinte dalla carica di stress accumulato durante l’anno riescono a rovinarsi quei pochi giorni a disposizione.

Questa corta riflessione è per tutti. Le luci di Natale sono si uno spreco, ma anche una certezza. Ci rendono felici e ci illuminano nel buio di inverno. Il panettone e tutti i dolci sono il male per il nostro fisico, ma sono una certezza. Tanto poi abbiamo molti mesi prima della prova costume. I regali brutti ed inutili non vi rendono felici, ma sono una certezza. Perché nel mondo del consumismo non ha più senso cercare il regalo giusto, perché ce lo siamo già comprato. Il pensiero di qualcuno che si ricorda di andare a comprare ed impacchettare qualcosa per te è bello. Le cene con i parenti sono lunghe e spesso tediose, ma sono una certezza. Possiamo dedicare pochi momenti alle persone che fanno parte della nostra famiglia, comunque essa sia composta, perché poi quando viene a mancare qualcuno non si torna indietro.

In definitiva il messaggio è: lasciatevi andare! Come uno slittino scivola sulla neve, come un ceppo diventa carbone senza fretta. Come un fiocco di neve cade a terra comodamente, come le nostre mani che si scaldano in casa, lentamente

“Personalize the experience”

Personalizzare l’esperienza è una frase che lo stesso Mosseri utilizza in una delle sue IGTV. Non a caso, la sezione Shop mostra i consigli di acquisto personalizzati in base ai gusti e alle ricerche dell’utente e facilita l’azione stessa grazie alla possibilità di acquistare direttamente sulla App.

Che reazione hanno avuto gli utenti?

Riallacciandoci alla domanda iniziale del Funziona ancora così?, chiudiamo con una nuova domanda:

È possibile che Instagram desideri lanciare un messaggio ad aziende e content creator che utilizzano la piattaforma con fini commerciali, spingendoli a implementare le proprie strategie di acquisto e di customer experience? 

Se fino a oggi Instagram è stato incluso all’interno delle strategie di comunicazione come uno dei touchpoint digitali dedicato alla pubblicazione di contenuti principalmente visivi, oggi propone un utilizzo multifunzionale

Al suo interno infatti i contenuti non si diversificano più solo tra Feed e Storie, ma propongono una struttura di contenuti che sempre di più porta a concludere l’azione all’interno della piattaforma stessa, come per esempio l’acquisto.

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