Uno degli obiettivi più comuni per un’agenzia di comunicazione è quello di acquisire traffico per conto del cliente. Ci sono molti modi per raggiungere questo scopo: campagne pay-per-click attraverso Facebook Ads e Google Ads, realizzare video virali, utilizzare il social media marketing ecc, ecc… ecc… Scopriamoli con la guida SEO 2019 di We Rad!

Il sito web è il primo biglietto da visita che presenta la brand identity dell’azienda, per questo nella grande maggioranza dei casi si richiede una consulenza SEO per verificare che il sito sia indicizzato correttamente e si posizioni il più in alto possibile nella SERP.

Che cos’è la SEO? Che cosa significa SERP?

 

Se hai già sentito parlare di queste sigle ma non sai la differenza tra SEM e SEA, probabilmente hai bisogno di leggere per intero questa guida. 

SEO è l’acronimo di Search Engine Optimization: sono quelle tecniche che contribuiscono ad aumentare il Page Rank (indice di posizionamento) di una pagina o di un sito all’interno della SERP (Search Engine Result Page). Da qui derivano anche le voci SEM – Search Engine Marketing e SEA – Search Engine Advertising. Queste sono tecniche di web marketing che sfruttano l’indicizzazione dei motori di ricerca per posizionare prodotti o servizi e dirigere il traffico verso il sito aziendale.

Se hai già un’infarinatura di SEO e vuoi sapere come ottenere vantaggi competitivi indicizzando il sito web del tuo business e posizionandolo in prima pagina sui motori di ricerca, puoi saltare l’introduzione a passare direttamente alla parte pratica della Guida completa alla SEO 2019.

La SEO: Ottimizzazione e Indicizzazione

 

Come abbiamo detto fanno parte della SEO tutte quelle operazioni volte all’ottimizzazione di un sito web con l’obiettivo di posizionarlo più in alto possibile nella SERP in modo da veicolare traffico organico (spontaneo). È uno strumento molto potente e va utilizzato consapevolmente, pena la perdita più o meno grave di posizionamento e quindi di traffico.

Che cosa non è la SEO

 

  • non è SEO – pagare traffico per aumentare il page rank, né utilizzare campagne ppc per posizionarsi in testa ai risultati.
  • non è SEO – ingannare google con tecniche black hat, anzi è il contrario – dobbiamo collaborare con google rendendo il sito ben leggibile e ricco di contenuto rilevante.
  • non è SEO – fare le cose velocemente e attendersi dei risultati il giorno dopo, perché i risultati si vedranno tra settimane e mesi.
  • SEO non è – un sinonimo di Google. Un sito web si può ottimizzare per qualsiasi motore di ricerca (Bing, Yandex, ecc) e social network (Youtube, Linkedin, Facebook, Instagram, ecc) 

Perché la SEO è fondamentale?

 

Gli utenti hanno smesso di andare al di là della prima pagina.

Questa è la dura verità sui motori di ricerca. Le statistiche ci mostrano dei dati interessanti: non solo gli utenti raramente continuano la ricerca sulla pagina 2, 3, 4 della SERP. Addirittura il 75% degli utenti si sofferma fino alla posizione #5 della prima pagina di Google. Se non trovano risultati di loro interesse effettuano quella che è chiamata “query refinement”, ovvero ridefiniscono la keyword nella barra di ricerca.

Questo significa che se il tuo sito non si posiziona nei primi 5 risultati, sei virtualmente invisibile!

A tal proposito c’è una vecchia battuta famosa tra i consulenti SEO e chi si occupa di web marketing in generale che dice con sicurezza che “il miglior posto per nascondere un cadavere è nella seconda pagina di Google”.

Questo la dice lunga sul numero esiguo di utenti che visualizza i risultati oltre la prima pagina della SERP. Per questo è importante la Search Engine Optimization: chiunque si posizioni in cima alla SERP otterrà più click – ciò significa che per “vincere” la SEO dobbiamo riuscire a indicizzare il maggior numero di keyword relative alla nostra nicchia in prima posizione.

Posizionarsi sempre in cima alla lista è virtualmente impossibile, per questo dobbiamo concentrarci esclusivamente sulle parole chiave che meglio rappresentano il nostro business e che vengono digitate dalla nostra audience tipo.

Algoritmo di indicizzazione e posizionamento di Google

 

Per posizionarsi bene nei risultati di Google non esistono delle istruzioni precise, ma esistono delle linee guida e alcuni accorgimenti che renderanno le pagine del nostro sito molto più digeribili per l’algoritmo di scansione di Google. Questo algoritmo è un insieme di regole interne stabilite dal motore di ricerca e che servono a stabilire l’effettiva pertinenza del contenuto di una pagina web rispetto alle intenzioni di ricerca dell’utente espresse tramite le keyword utilizzate nella query.

Come vengono indicizzate le pagine dei siti web e i domini

 

In generale possiamo dividere il funzionamento dell’algoritmo di Google in 3 blocchi:

  • la scansione – detto anche crawling, è la procedura attraverso la quale specifici algoritmi del motore di ricerca (crawler o spider) scansionano la rete, controllando i contenuti delle pagine web e esplorandone tutti i collegamenti interni ed esterni.
  • l’indicizzazione –  i crawler organizzano in strutture le informazione ricavate dalla scansione e le inviano al datacenter Google per l’archiviazione e l’indicizzazione.
  • il posizionamento – è qui che l’algoritmo di Google da un punteggio di ranking ai risultati evocati dalla ricerca effettuata dall’utente. La posizione di ogni pagina viene stabilita da moltissimi parametri che interagiscono con le keyword inserite dall’utente e definiscono la presenza o meno di un risultato nella SERP.

Sitemap e robots.txt

 

Per facilitare il lavoro degli spider è prassi comune dare delle direttive attraverso il file robots.txt e la sitemap contenuti all’interno del sito.

La sitemap definisce una schematizzazione della struttura del sito e delle pagine presenti, comunicando al crawler anche quali sono le pagine da scansionare con priorità maggiore e più frequentemente. Infatti Google continua a visitare i siti web in cerca di aggiornamenti e i suoi spider sono sempre in funzione. Puoi trovare qui la struttura con cui è assemblata una sitemap.

Il file robots.txt serve proprio a dissuadere l’attività di crawling su pagine e cartelle interne al sito che non contengono informazioni interessanti, facendo così risparmiare risorse agli spider ed evitando che vengano indicizzate pagine secondarie.

 

Si conclude qui la prima parte introduttiva della Guida SEO 2019 di We Rad. Nella seconda parte parleremo dei 5 Principi SEO per farsi amare da Google.