I migliori CMS per realizzare un eCommerce

Nel momento in cui viene presa la decisione di aprire un eCommerce, una delle prime valutazioni da fare è la scelta della piattaforma tecnologica che lo gestirà. Questa in gergo viene chiamata CMS, Content Management System.

Anche chi già possiede un’attività di shop online e magari non si trova benissimo con l’attuale CMS può cambiarla in un secondo momento ma attenzione: non è un processo così semplice e indolore, infatti deve essere seguito da professionisti del settore che abbiano subito chiare tutte le criticità dell’operazione in essere. 

È quindi molto importante analizzare bene le proprie esigenze fin dall’inizio per non avere brutte sorprese riguardo la scelta dell’eCommerce CMS.

Nel mondo virtuale esistono moltissime tipologie di CMS, quindi è del tutto normale trovarsi spaesati nell’affrontare le lunghe liste di PRO e di CONTRO dei più famosi software in circolazione. Proprio per questo nel tempo, ci siamo trovati a valutare con attenzione e cura le soluzioni eCommerce più performative in grado di soddisfare le richieste dei nostri clienti. 

Ci siamo quindi chiesti perché sottostare a CMS già presenti sul mercato che per qualche motivo non rispondevano mai completamente alle nostre esigenze, trovando risposta nella creazione di un CMS proprietario e open source, il cosiddetto RAD Commerce (ne parliamo anche qui). 

Il RAD Commerce è una piattaforma creata da WE RAD che permette di lavorare seguendo il RAD Strategy Model e di creare un’interconnessione partecipativa con il Cliente. Un modo per costruire non solo l’eCommerce ma anche tutta la strategia di vendita online, lasciando ampia libertà di personalizzazione ai Clienti. 

Ma prima di parlare di questo, andiamo a vedere quali sono i CMS più famosi disponibili sul mercato al momento. 

Magento 

Chi non conosce Magento alzi la mano!

Magento è sicuramente una delle soluzioni per la realizzazione di eCommerce più famose online.

La piattaforma open source nata nel 2008, è cresciuta in maniera esponenziale nel tempo, fino ad essere acquisita dal colosso Adobe, infatti è conosciuta anche con il nome Adobe eCommerce. Le sue particolarità più appetibili sono sicuramente la configurabilità e la sicurezza.

Il problema più grosso di Magento è sicuramente la sua complessità che richiede l’esperienza di esperti molto ferrati nel settore e gli alti costi di mantenimento, oltre a server molto performanti e costosi (non ottimale, soprattutto per le startup).

Pro e Contro Magento

  • Linguaggi di sviluppo: PHP
  • Prezzo mensile: Base free – Pro a pagamento
  • Semplicità d’uso: Complesso 
  • Pro: Piattaforma completa, ampia personalizzazione, design curato 
  • Contro: Troppo difficile e complessa, costi cospicui aggiuntivi per aggiornamenti

Prestashop 

Prestashop dal 2007 ad oggi conta più di 300.000 negozi online attivi in tutto il mondo. Un bel numero di utenti dovuto alla facilità di utilizzo e alla buona esperienza di uso che offre. 

Anche qui uno degli aspetti più svantaggiosi è sicuramente la difficoltà nella configurazione, infatti, esattamente come Magento, può essere installato e customizzato solo da esperti informatici preparati. Inoltre, rispetto a Magento risulta molto meno scalabile.

Pro e Contro Prestashop

  • Linguaggi di sviluppo: PHP
  • Prezzo mensile: Gratuito, hosting non incluso. Estensioni a pagamento
  • Semplicità d’uso: Media
  • Pro: Open source economico, funzioni avanzate, sistema di pagamento sicuro
  • Contro: Assistenza limitata, design non eccellente

WooCommerce 

Soluzione ideale per chi si trova bene con WordPress. Questo CMS è perfetto per attività medio / piccole, si installa e configura abbastanza velocemente e si può imparare ad utilizzarlo in pochi giorni per un eCommerce con funzionalità base.

WooCommerce è una delle piattaforme più versatili, con la più ampia e attiva comunità online è ricca di estensioni e plugin già pronti (alcuni ottimi, anche gratuiti). La versatilità ha purtroppo un costo: non è la soluzione più adatta se l’eCommerce da realizzare ha tanti prodotti, oppure anche se c’è l’esigenza di lavorare con più lingue, in questo caso è meglio optare per CMS diversi.

Essendo una delle piattaforme più utilizzate rappresenta un bersaglio per gli attacchi hacker. Per questo è necessario prestare attenzione in tema di sicurezza ed essere affiancati da professionisti competenti in grado di sviluppare e proteggere l’eCommerce creato con WooCommerce da eventuali falle di sicurezza. 

Pro e Contro WooCommerce

  • Linguaggi di sviluppo: PHP 
  • Prezzo mensile: Gratuito, hosting non incluso. Estensioni a pagamento
  • Semplicità d’uso: Media/Bassa
  • Pro: Scalabilità, configurazione rapida, conveniente 
  • Contro: Non specifico per eCommerce, non è pensato per il mercato europeo

Shopify 

Shopify è un CMS all in one, molto semplice e intuitivo e può essere gestito anche da chi non è un esperto programmatore. Una delle sue peculiarità è proprio quella di non dover acquistare nessun server o spazio hosting, in quanto è tutto fornito direttamente da loro.
Shopify permette di realizzare un eCommerce che si collega in maniera efficace a tutte le attività di marketing online del brand in tempi molto brevi, oltre a molti temi ed estensioni già pronte all’uso.

Principali punti a sfavore? Gli alti costi mensili e soprattutto la ridotta libertà di personalizzazione dell’eCommerce, una caratteristica non di poco conto se si vuole realizzare uno shop online non omologato, che risalti nel mare digitale.

Il rovescio della medaglia di una piattaforma chiusa, nel momento in cui si incappa in un problema, può risultare difficile risolverlo e capirne la causa. 

Pro e Contro Shopify

  • Linguaggi di sviluppo: Liquid
  • Prezzo mensile: A pagamento, con fee sulle vendite e costo mensile. Hosting incluso
  • Semplicità d’uso: Bassa
  • Pro: Ampia gamma di template, interfaccia pulita, strumenti funzionali
  • Contro: Non ha l’integrazione con Mailchimp, poco scalabile

Percentuali utilizzo CMS nel mondo 

Come si muove We RAD

Come puoi ben vedere Il panorama dei CMS è piuttosto vasto, e questi sono solo alcuni dei software più famosi per eCommerce. Ma nonostante questa vasta scelta da WE RAD non si trovava un CMS open source che soddisfacesse in toto i nostri bisogni di customizzazione e efficienza. 

Per questo appunto abbiamo deciso di dare vita a uno strumento che andasse incontro a tutti i nostri bisogni e, soprattutto, a quelli dei nostri clienti. 

Parola d’ordine? RAD Commerce 

Il RAD Commerce è venuto in soccorso dei nostri appelli. Una piattaforma open source ideata per chi non vuole più sottostare a limiti strutturali provenienti dai CMS standard e preconfezionati, senza però scendere a compromessi di trasparenza e libertà d’uso, grazie ad un codice sorgente completamente documentato e open source.

Il RAD Commerce è una piattaforma modulare, veloce e sicura. Rappresenta un punto di svolta sia per PMI che per grandi aziende e permette di non dover scendere a compromessi e rinunciare alla customizzazione o scalabilità. 

Alessio Pangos Frontend developer di We RAD sostiene:

“Il RAD Commerce si muove sulla logica Jam Stack, una nuova metodologia per sviluppare siti web e applicativi che permette di ottimizzarne le performance e realizzare soluzioni headless, ovvero dove i dati (il corpo) sono separati dalla testa (l’interfaccia) per garantire non solo una maggiore sicurezza delle informazioni ma anche prestazioni molto più elevate.

Il RAD Commerce è la nostra soluzione modulare in grado di unire efficienza e semplicità di utilizzo. Un sistema che soddisfa le esigenze dei mercati omnichannel e che dà la possibilità di essere completamente personalizzabile. Una struttura flessibile che lascia ampia libertà, appoggiandosi però ad una base già pronta e strutturata.”

Il RAD Commerce è stato voluto da We RAD per dare la possibilità ai nostri clienti di creare qualcosa di veramente unico, funzionale ed efficiente allo stesso momento. Un prodotto per collaborare insieme ad un lavoro condiviso dove tutte le parti danno il loro contributo per costruire un eCommerce completo a tutti gli effetti. 

 

 

In un mondo di CMS poco funzionali, limitanti o complessi, scegli il RAD Commerce

Approfondisci l’argomento!

 

Progettare un eCommerce

In un mondo sempre più frenetico, la vendita online è diventata una realtà irrinunciabile tanto per il consumatore finale che per le aziende. Gli utenti utilizzano sempre più mezzi per fare acquisti, dando vita alla cosiddetta multicanalità, un sistema che permette di collegare la maggior parte dei canali di vendita sia digitali che analogici ampliando così l’esperienza utente. Avere un eCommerce oggi rappresenta quindi un trampolino di lancio nel mondo virtuale che ti permette di raggiungere il target in maniera capillare e decisa. 

Diffusione dell’esperienza di acquisto online in Italia

**Fonti: Semrush.com

La realizzazione di un eCommerce non è una cosa da poco, ci sono diversi elementi da tener di conto se vuoi sviluppare un progetto che effettivamente funzioni. 

In questo nostro articolo ti facciamo vedere quali sono le fasi preliminari per partire con la costruzione di un eCommerce secondo il mindset WE RAD. Cominciando quindi dal RAD strategy model, una strategia realizzata per e con il Cliente, che dà vita ad un progetto partecipativo dove ogni parte dà il suo contributo. 

Un iter lavorativo in grado di portare risultati soddisfacenti e che dà la possibilità di ottimizzare i processi interni, sviluppare e promuovere un eCommerce. 

Il RAD Strategy Model è un sistema che utilizziamo anche internamente. Prima di iniziare ogni nuovo progetto, ci fermiamo, riflettiamo, ci mettiamo la testa e tiriamo giù una strategia che sia funzionale e produttiva. Sapere dove andiamo a parare in anticipo ci permette di aggiustare il tiro e rispondere con prontezza. 

Vediamo adesso più precisamente di cosa parlerà questo articolo:

 

Focus sull’idea

Il primo step da cui iniziare è sicuramente l’idea. Metti nero su bianco il sito eCommerce che vuoi realizzare, capisci quali sono le peculiarità, i pilastri più importanti e le caratteristiche predominanti del sito che verrà. 

In questo senso è necessario che tu metta in luce l’identità su cui si fonda l’intero progetto, individuando l’Unique Value Proposition, UVP, del tuo brand. Parti quindi dal porti le giuste domande, del tipo: 

  • Chi offre un prodotto simile al tuo e cosa ti differenzia da loro?
  • Che cosa ricerca il tuo pubblico di riferimento? 
  • Come puoi soddisfare le richieste del tuo target? 
  • Perché i tuoi clienti dovrebbero comprare i tuoi prodotti / servizi sul tuo eCommerce e non da altri? 

In base alle risposte che estrapolerai da questa analisi interna riuscirai a definire una strategia e ad individuare un’identità chiara, che unite ad uno storytelling efficace, ti permetterà di porre le basi per una brand identity di valore

Lo studio del mercato  

Ed eccoci atterrare al secondo step. Entriamo quindi nel vivo del progetto studiando attentamente il mercato in cui il brand è inserito. Questo passo è fondamentale per dare un’idea di quanto il prodotto o servizio può essere interessante per gli utenti online. 

Individua i Clienti tipo, i Buyer Personas e come si sviluppa la loro Buyer’s Journey, cioè il loro processo di acquisto. 

Delineare questi due elementi cardine ti dà la possibilità di fare chiarezza sul pubblico di riferimento, capire la tipologia di comunicazione da utilizzare, e creare una UX tailor made. 

L’analisi dei competitor 

Per imparare come muoversi sul web è importante dare un’occhiata a come fanno gli altri del tuo stesso settore. Non stiamo parlando di copiare, ma semplicemente di osservare. Capire come i competitor lavorano nel mondo della vendita online può darti spunti interessanti per creare il sito eCommerce in questione.  

Quindi focus sui competitor per analizzare: 

  • Business plan
  • Politica del prezzo
  • UX del sito eCommerce
  • Magazzino
  • Costi di consegna e costi accessori
  • Recensioni e feedback dei consumatori
  • Brand awareness del marchio

Business plan 

Ogni brand deve avere un proprio business plan, cioè un piano strategico e completo utile all’azienda per verificare la fattibilità di un determinato prodotto o servizio, il target di riferimento e prendere decisioni in termini di spese e profitti. 

Il business plan per un sito eCommerce deve essere lo specchio del tuo brand, per questo è necessario che sia realizzato con cura prestando attenzione ad ogni elemento. 

È bene suddividere il business plan in macroaree:

  • La Value Proposition del progetto
  • Analisi del contesto (mercato e concorrenza)
  • Il potenziale esistente
  • Il piano marketing
  • Le risorse necessarie (bilancio preventivo)
  • Il team

Don’t panic!

Vedere tutte le operazioni che ci sono da fare prima ancora di iniziare a dare forma all’eCommerce, può farti perdere d’animo. È bene entrare nell’ottica che un sito web eCommerce, fatto bene,  non permetterà solo di incrementare le tue vendite, ma ti darà modo di stimolare più traffico, convertire gli utenti in Clienti e dare molta più visibilità al marchio. 

Il nuovo approccio WE RAD 

Crediamo fermamente che ci sia bisogno di andare verso un nuovo modo di fare eCommerce. Un sistema capillare e preciso che permetta di mettere in ordine tutti gli interventi da effettuare, in maniera chiara e semplice. 

In questa ottica da WE RAD ci siamo chiesti come poter rendere più snelli tutti questi passaggi, fornendo tools in grado di facilitare la definizione di una strategia e ottimizzare i workflow interni. Abbiamo quindi pensato ad uno strumento che, insieme al RAD Strategy Model, permetta di sviluppare piattaforme di vendita online più intuitive. Stiamo parlando del RAD Commerce un CMS per la gestione eCommerce sia per B2B che per B2C. 

Per essere più ferrati sulla questione abbiamo chiesto a Matteo Chiti, Co-founder di WE RAD, di darci qualche delucidazione in più riguardo questo strumento. 

“Il RAD Commerce è la soluzione eCommerce fatta con la testa, anche se in realtà, la testa non ce l’ha. Infatti il RAD Commerce è uno strumento per la progettazione e gestione eCommerce headless, open source e omnichannel. Lo abbiamo pensato per essere intuitivo e semplice, in grado di garantire alte performance con semplicità di utilizzo. 

Il RAD Commerce ha un CMS integrato che dà la possibilità di customizzare lo shop online integralmente, proprio per questo rappresenta uno dei punti cardine del nostro approccio cioè quello della collaborazione con il Cliente.” 

In conclusione avrai capito che realizzare un eCommerce non è un gioco da ragazzi, ci sono diversi elementi da tenere in considerazione ed è importante seguire un percorso precedentemente delineato. Il nostro approccio ti permetterà di avere tutto sotto controllo e di avere sempre gli strumenti necessari per passare al livello successivo del progetto, quindi non ti resta che contattarci

B Corp

Cos’è che vi fa alzare ogni mattina e venire in WE RAD?

Stiamo cercando di creare l’azienda in cui ci sarebbe tanto piaciuto lavorare. È questo il nostro monito, questo è il nostro scopo.

 

Nell’ultimo anno, abbiamo deciso di intraprendere un percorso per diventare un’azienda B Corp. Passare attraverso il rigoroso processo di candidatura come B Corp è stata per noi una grande opportunità per riconsiderare ogni aspetto del business con una prospettiva completamente diversa.

Ci siamo posti nuove domande e durante la produzione di tutta la documentazione richiesta abbiamo capito che potevamo cambiare tanti processi e impostare il lavoro in una direzione diversa. Di fatto, abbiamo trovato molte aree con margini di miglioramento e questo ci ha incoraggiato ad andare oltre: credere e perseguire un modello di economia partecipativa.

 

Conciliare la creazione del valore economico con la realizzazione del bene collettivo: “do good work for good people!”

 

Mentre cambiavamo lo statuto in Società Benefit abbiamo individuato dei punti di impegno che abbiamo poi trasformato in valori da perseguire:

 

  1. realizzare programmi concreti per salvaguardare il benessere psico-fisico, l’equilibrio vita-lavoro e la crescita professionale dei singoli collaboratori, valorizzando il talento di ciascuno in un contesto di correttezza, meritocrazia e formazione continua;
  2. mantenere sempre la visione nel generare un beneficio netto e tangibile per le persone e la biosfera;
  3. mettere a disposizione degli enti no profit, culturali e dediti alla salvaguardia ambientale, le nostre competenze e i nostri servizi, offrendo consulenza strategica, di comunicazione e di marketing;
  4. preservare l’ambiente attraverso l’impegno costante e puntuale per la diminuzione dell’impatto sul nostro pianeta, ricercando e applicando le modalità migliori in termini di efficienza per ridurre gli sprechi.

 

Parallelamente, abbiamo iniziato un percorso di facilitazione che ci ha permesso di comprendere e mettere in atto quello che fino a quel momento era solamente un’idea astratta. 

Questo percorso ci ha dato la possibilità di ottimizzare i procedimenti aziendali, e di diventare più attenti nei confronti di ambiente e società, un impegno che abbiamo introdotto in qualsiasi processo decisionale interno e che ne farà sempre parte.

Adesso apparteniamo ad una rete globale di aziende unite dallo scopo di creare una prospettiva durevole e condivisa: siamo ora una B Corp e ne andiamo molto fieri.

 

Cosa significa essere una BCorp?

 

La B Corporation (o B Corp) è una certificazione rilasciata da B Lab, un ente no profit statunitense.  Ad oggi diffusa in 78 paesi, 155 settori diversi, più di 4.500 aziende hanno scelto di ottenere la certificazione. 

Per ottenere e mantenere la certificazione, le aziende devono raggiungere un punteggio minimo su un questionario di analisi chiamato B Impact Assessment. 

Il BIA è uno strumento delle proprie performance ambientali e sociali che si basa su 5 aree: persone, ambiente, comunità, governance e consumatori. 

In seguito è necessario integrare nei documenti il proprio impegno adottando lo status giuridico di Benefit Corporation, che in Italia equivale a Società Benefit.

Al termine del BIA (da superare ottenendo almeno 80 punti) e del cambio statuto si viene sottoposti a un audit con l’ente certificatore B Corp. Se anche quest’ultima fase viene superata positivamente l’azienda firma una Dichiarazione di Interdipendenza delle BCorp ed entra ufficialmente nel movimento.

Diventare società B Corp è anche un modo per dare un nuovo volto al brand e ottimizzare le performance. 

 

Per WE RAD diventare una B Corp è

  • essere portatori di valori di importanza etica;
  • migliorare l’immagine del brand;
  • potenziare i risultati economici riducendo i costi di consumo;
  • farsi notare in un mercato che ci rappresenta;
  • appartenere ad un movimento globale;
  • farsi portavoce del cambiamento in atto.

La certificazione è per noi anche un chiaro segnale che stiamo gestendo un’attività in modo etico ed attento.

Go with the flow

In azienda così come nella vita privata è lo spirito di adattamento, la flessibilità e l’ascolto che fanno la differenza.

 

Agosto è come Dicembre. Si tende a fare il punto, in azienda come nella vita privata – a dirsi cosa è andato bene ma anche cosa potevamo fare meglio. Lo facciamo sempre cercando di migliorare sia da un punto di vista creativo che organizzativo – per riuscire a vivere il lavoro serenamente, secondo i valori che abbiamo impostato tutti insieme, che ci rappresentano.

Si fanno riunioni, assegnazione progetti, excel per controllare il flusso – ma sappiamo bene che lo scheduling deve considerare un margine del 40% per gestire quelle che proviamo a non chiamare mai “urgenze”

 

L’urgenza è un tema soggettivo.

 

Che poi non è l’urgenza il problema quanto che non viene mai richiesta o gestita con serenità.

Da WE RAD siamo bravi con la messa a punto di stratagemmi di gruppo che servono a portare a conclusione progetti complessi in breve tempo. Non facciamo le notti e alla fine abbiamo sempre tempo per la vita privata. Ad ogni riunione però continuiamo a cercare la chiave per ingabbiare meglio il flusso per ridurre il margine di errore –  più excel, più documenti, più processi.

La tenacia, la determinazione e la consapevolezza sono parte del nostro gruppo di lavoro, inutile negarlo ma non sempre è ciò che serve per raggiungere l’obiettivo.

Le cose accadono anche senza che si stia lì continuamente a controllare – anzi.

 

Il 2020 come anno da ringraziare

 

Pensiamo al 2020 con gratitudine perché ci ha educato ad osare in un nuovo modo: stando fermi, senza vento – vele giù. Abbiamo imparato a non porre l’attenzione solo sulla performance ma alla qualità del viaggio. Siamo scesi in cabina e abbiamo messo a posto i processi, i rapporti, il motore ma anche e soprattutto il propulsore – abbiamo scelto di andare a vela, di liberare il flusso dagli schemi.

 

Go with the flow

 

Adesso la barca è rimessa a nuovo, la rotta è chiara e il vento ha cominciato a soffiare – forte – e non sempre a favore di direzione. Dopo tanto, abbiamo festeggiato e ci siamo augurati di imparare a stare nel flow, a vivere le cose per come vengono e per come verranno – consapevoli che oggi possiamo contare su un team di collaboratori e clienti che comunque vada saprà sfruttare il vento per arrivare dove desidera.

 

 

 

 

Osiamo perché ci crediamo
#wedarebecausewecare

eCommerce: ieri, oggi e domani

Le conseguenze del Covid

Senza la possibilità di uscire dalle mura di casa propria, Web e App hanno permesso a cittadini e aziende di restare in contatto, permettendo così non solo di limitare la perdita del fatturato ma in alcuni casi di incrementarlo.

A causa della crisi sanitaria, infatti, il commercio online ha fatto un balzo in avanti di anni: si parla di un tasso di crescita del 68% nell’ultimo trimestre 2020 rispetto all’anno precedente.

Se è vero che in alcuni settori abbiamo avuto una crescita del fatturato è interessante notare come alcuni trend si siano mantenuti anche post lockdown, come ad esempio la spesa online che ad oggi risulta avere una crescita complessiva del 45% rispetto l’anno precedente. 

Un po’ di dati

Il 79,7% degli utenti internet tra i 16 e i 64 anni ha fatto almeno un acquisto online nel mese di Gennaio 2021, solitamente il pubblico femminile acquista più spesso rispetto al pubblico maschile.

Attualmente gli eCommerce stanno avendo un aumento di 14 miliardi di fatturato in tutta Europa e 2 miliardi in Italia.

Dati Ecommerce_we rad blog

Il cliente al centro di tutto

Le abitudini di consumo cambiano, la concorrenza aumenta e di conseguenza anche le aspettative del consumatore. Per questa ragione la cura dell’UX e del customer service diventa un aspetto prioritario per l’azienda che decide di investire sulla creazione o la crescita di un eCommerce.

L’allineamento delle tendenze e dei canali di acquisizione sono parte integrante dell’esperienza d’acquisto

Ricerca organica, advertising e social media sono strumenti del mestiere indispensabili, ma la cura dei contenuti e la scelta specifica della piattaforma sono cruciali per raggiungere il proprio target al momento giusto e nel posto giusto.

Un post su Pinterest potrebbe portare più risultati rispetto ad un post su Facebook o su Instagram, tutto dipende dai trend e dalle abitudini del consumatore che abbiamo definito come target.

Il classico che non tramonta

La Newsletter rimane ancora oggi uno degli strumenti principali per aumentare il valore d’acquisto del singolo utente nel tempo.

Un utente che ha già acquistato una volta su uno shop online specifico avrà molte più probabilità di conversione rispetto a un utente che non lo ha ancora fatto, ed è proprio tramite questo canale che spesso avvengono Up-selling e Cross-selling.

Per quanto questo possa risultare scontato, la cura della Newsletter viene spesso trascurata ritenendola uno strumento antiquato su cui non vale la pena investire. 

Non solo, fidelizzazione, lead nurturing e Brand Awareness sono altri aspetti che è possibile curare con l’Email Marketing

Il consiglio è quindi quello di non dimenticarsi di uno strumento così forte e versatile che abbiamo a disposizione nel nostro arsenale digitale.  

Sì, ma non scordarti di fare sul serio!

La cura di tutti questi aspetti ricopre un ruolo fondamentale, ma è ancora più importante strutturare una strategia che metta in sinergia il tutto e indirizzi lo Shop verso Obiettivi a medio e lungo termine.

Un progetto che intenda competere nel mercato online, qualunque esso sia, deve tenere in considerazione le tempistiche e il budget necessario per acquistare la fiducia dei consumatori; la cura non andrà riposta solo sul prodotto, l’immagine che il brand comunicherà nel tempo avrà un ruolo fondamentale nel raggiungere il traguardo di un fatturato stabile e con possibilità di crescita. 

I dati che si possono consultare oggi sulla crescita del commercio digitale e le previsioni per gli anni a venire lasciano intendere l’importanza sempre crescente di posizionarsi online con il proprio E-commerce, anche nei casi in cui si disponga di un attività retail proficua.

 

È importante però ricordare come l’esperienza dell’utente e il valore aggiunto del vostro Brand saranno la combinazione perfetta per tenere testa a marketplace e competitor sempre in aumento.

Fonti

Bitmat: https://bit.ly/3nASuMr

Analisi condotta da Youthquake: https://bit.ly/3vo69co

Quaplà: https://bit.ly/2QwUdGG

We Are Social: https://bit.ly/2PBc7aM

iOS 14 e tracciamento dati: la volubilità del Digital Marketing

Apple sa come distinguersi dalle altre grandi aziende

Con iOS 14 Apple si conferma essere, ancora una volta, in grado di mutare il mercato e le regole che lo gestiscono: in questo caso stiamo parlando delle conseguenze dell’“App Tracking Transparency (ATT)”, ovvero il tracciamento dei dati personali.

Dopo l’aggiornamento di sistema (iOS 14.5), ogni app che verrà avviata per la prima volta su un dispositivo mobile presenterà una finestra che permetterà all’utente di abilitare o disabilitare il tracciamento dei dati per fini pubblicitari. Il messaggio sarà chiaro, “invasivo” e indurrà il proprietario del dispositivo ad affrontare subito la scelta. Probabilmente, non ci saranno molti dubbi sulla decisione finale che prenderanno i possessori di device Apple.

 

Come vengono utilizzati questi dati?

Da sempre questi dati vengono usati dalle grandi piattaforme di advertising per indirizzare pubblicità specifiche al target di riferimento dell’inserzionista, aumentando le conversioni e il ritorno dell’investimento.

Età, sesso, professione sono alcuni dei dati demografici classici da estrapolare da app e social, ma le informazioni che è possibile reperire con i tracciamenti possono andare ben oltre; identificando passioni, interessi e abitudini possiamo creare un quadro più chiaro del nostro utente. Ad esempio, sapere che il prodotto più venduto all’interno del proprio E-commerce è stato acquistato più volte da “Donne in età compresa tra i 18-24 anni, appassionate di CrossFit”, permette all’inserzionista la creazione di un annuncio costruito ad hoc che sarà visualizzato solo dal segmento scelto, ottimizzando notevolmente il ROAS (ritorno sull’investimento pubblicitario).   

Ma quali possono essere le conseguenze di questo aggiornamento? 

Conseguenze per gli utenti

Per gli utenti non ci saranno grossi cambiamenti, al massimo si noteranno banner poco appropriati e poco pertinenti ai propri interessi.

Conseguenze per gli inserzionisti

Facebook stessa stima che ci sarà una diminuzione del 60% sul ritorno dell’investimento e sottolinea come a risentirne di più saranno le piccole e medie imprese.

Nella pratica, senza entrare in tecnicismi, le campagne saranno più difficili da ottimizzare avendo un numero inferiore di dati da analizzare e come scritto in precedenza, i pubblici personalizzati (contenenti gli utenti con comportamenti e interessi profilati) saranno meno popolati. Si stima infatti che circa il 50% degli utenti mobile Facebook provengano da dispositivi Apple.

La corsa ai ripari

Il colosso di Mark Zuckerberg non si è limitato ad opporsi solo con dichiarazioni e annunci ufficiali, le contromisure sono anche di natura tecnica. Con l’aiuto di diverse guide ufficiali ed il supporto interno al Business Manager, Facebook aiuta gli inserzionisti ad adeguarsi ai cambiamenti in arrivo.

L’aggregatore di eventi permetterà di misurare le conversioni (non più di 8), nei limiti imposti da iOS, e la finestra di attribuzione delle stesse sarà ridotta ad un massimo di 7 giorni. La verifica del dominio e l’impostazione delle conversioni al livello del server saranno infine un passaggio essenziale da far gestire al proprio sviluppatore.

Ma queste contromisure basteranno? Come si evolverà il digital advertising nel corso dei prossimi mesi?

 

E Google?

Con l’avvicinarsi di Android 12 già si rumoreggia di come anche Google si adatterà al trend sulla privacy stabilito dall’azienda di Cupertino. L’approccio di Google sarà però più delicato, non apparirà nessuna finestra all’avvio di una nuova applicazione, il machine learning si occuperà di tutto filtrando gli annunci che riterrà più opportuni, il tutto avverrà tramite la creazione di un profilo utente locale che andrà a sostituire i cookie di terze parti. Una soluzione che dovrebbe permettere all’utilizzatore di ricevere annunci in linea con i propri interessi, evitando che risultino ridondanti e oppressivi.

Potrebbe trattarsi di una soluzione che metterà di comune accordo il mercato digitale con l’utente fruitore di app e social?

Professionisti e brand che popolano il mondo del web dovranno aspettare diversi mesi con il fiato sospeso prima di poter analizzare i primi dati e comprendere l’evolversi del mercato digitale, ma non ci sono dubbi sul fatto che ci saranno delle conseguenze nel breve e nel lungo termine.

E voi cosa farete, vi state già adeguando ai cambiamenti?