È l’etichetta a fare il vino?

Oggi più che mai, il vino si è trasformato da prodotto alimentare a bene di consumo sinonimo di lifestyle e benessere, argomento di conversazione e di confronto che spesso necessita di una competenza specifica. La maggior parte dei consumatori però non rientra in questa categoria e, per questo motivo, quando si parla di momento di acquisto, entrano in gioco diversi driver di scelta, come quello del design.

Sarà capitato anche a te di entrare in un supermercato per comprare una bottiglia di vino da portare a casa di amici, e trovare lunghi scaffali con etichette e nomi che non vogliono dire nulla, no?

Ebbene, senza delle conoscenze approfondite è molto facile perdersi e puntare sul prezzo o sulla denominazione che più ci suona familiare. Prima di questi due fattori però, cos’è che ci colpisce? Esatto, hai indovinato, ci colpiscono le etichette.

Il design che integra la comunicazione del vino è sempre più centrale e le etichette in questo contesto sono una fonte chiave di informazione, una connessione estetica e percettiva: devono colpire il consumatore emotivamente in un brevissimo lasso di tempo. Pertanto, l’etichetta ha una forte influenza sulle decisioni di acquisto, oltre che una forte importanza nel processo decisionale del consumatore e nella comunicazione del prodotto stesso.

Quali sono gli elementi chiave che seducono il consumatore, che lo inducono a scegliere una bottiglia di vino anziché un’altra?

La forma e il colore della bottiglia possono fare la differenza, ma le caratteristiche principali si riscontrano in:

  • stile e colore dell’etichetta
  • grafica e carattere scelto
  • tipologia di carta utilizzata

Un colore brillante, una scritta accattivante, un disegno astratto o una forma inconsueta sono elementi vincenti; qualunque dettaglio che richiami ad un ricordo emozionale o un’esperienza vissuta agiscono nella mente di chi osserva e ne stimolano l’attenzione. Quindi, una comunicazione visiva vincente lascerà il segno anche dopo l’effettivo assaggio.

Adesso torniamo alla domanda iniziale: “È l’etichetta a fare il vino?”.  Le risposte sono sì… e no! Possiamo paragonare una bottiglia di vino a un profumo: amiamo il suo nome, le note che contiene, la sua boccetta; ma è solo se ci sentiamo a nostro agio indossandolo, se riceviamo complimenti da parte di chi lo annusa, se lo sentiamo nostro, che non verrà dimenticato insieme al suo valore estetico e porterà il consumatore a comprarlo nuovamente.

Da enofili per aspirazione, abbiamo avuto il piacere di collaborare con l’Azienda Agricola Beatesca, realizzando per loro l’etichetta del vino Ilex, un IGT dal rosso rubino intenso. Quali sono gli elementi che la caratterizzano? Scoprilo cliccando qui sotto.

Case History Ilex