La creatività…

“Hoarders collect indiscriminately. Artist collect selectively”

Austin Kleon , di cui cito la frase, ha scritto un libro sulla creatività che si intitola Steal like an artist. Credo fermamente che questo sia il concetto su cui si basa la vita di un creativo.

Pablo Picasso diceva: “I bravi artisti copiano, i grandi artisti rubano.”

Tutto quello che leggiamo, osserviamo, ascoltiamo accresce la nostra conoscenza del mondo permettendoci così di avere in archivio tante informazioni che possiamo usare a nostro vantaggio quando ne abbiamo bisogno. Dobbiamo rubare con gli occhi, voler sapere di tutto e di tutti!

Essere creativi

Se cercate su Google la parola “creatività” potete notare come ci siano molte immagini dove si associa il termine ad un immaginario fatto di colori, non sense e follia. Come se ad un certo punto qualcuno avesse assunto delle droghe che gli permettono di vedere colori e forme astratte rendendolo un visionario pieno di qualità positive.

Una delle prime cose che mi impongo di dire da vero pragmatico designer è che la creatività non esiste.

Molte volte mi scontro col pensiero degli studenti che si sentono grandi creativi perchè sono abbastanza emancipati da poter decidere cosa fare e cosa no. Ad inizio lezione mi raccomando di prendersi tutto il tempo necessario per lo svolgimento delle mie richieste. Mi presentano dei progetti che hanno più a che fare con l’arte applicata piuttosto che con un elaborato grafico.

Non sto parlando di come si presenta un lavoro, ma delle idee dietro ad esso. Spesso le due ore che mi sono prefissato per farli lavorare per loro diventano 5 minuti di lavoro con un compiaciuto “fatto!”. Inutile provare a spiegare che non è possibile aver un qualcosa che funziona in così poco tempo, già 2 ore sono poche! Inutile invogliarli dicendo che li valuterò per il processo creativo che hanno utilizzato per arrivare in fondo e non per la loro celerità.

Il metodo

Immaginatevi di avere l’armadio pieno. Ad un certo punto della vostra vita sentite il bisogno di fare un pò di pulito tra i vestiti che non mettete più da molto tempo. Questo a meno che non siate degli accumulatori seriali.

Possiamo allora iniziare a dividere per categoria i nostri vestiti:

  • vestiti che si mettono sempre
  • vestiti regalati
  • vestiti belli
  • vestiti che potreste mettere (un giorno forse, un altra vita..)
  • vestiti che piacciono al vostro partner, ma a voi no

Decidete quindi di fare un primo passo verso la libertà sbarazzandovi di quelli che proprio non vi metterete mai o perchè avete cambiato taglia o soltanto per lo stile. Il secondo inverno prenderete posizione riempendo un sacchetto con quelli che, si sono regali ma non me li metto, magari insieme a quelli che a voi proprio non piacciono anche se tutti ti dicono che ci stai bene.

Alla fine di questa quantomeno liberatoria operazione avrete ottenuto non solo più spazio per vivere, ma anche un guardaroba perfetto per la vostra persona.

Ho fatto questo assurda metafora della vita per provare a spiegare come funziona un ragionamento che porta sulla retta via del buon Design. Il designer ha accesso ad una quantità di informazioni rilevante che comprendono la sua cultura personale sommata agli input del cliente.

A questo punto si deve capire cosa serve.

Si tratta di cucire una camicia su misura. Far passare le informazioni da un colino e da un filtro al carbone per avere solo la sostanza ripulita dalle impurità.

Questa è quella che può definirsi creatività per un designer.