Gestalt e società

REGOLE RADICALI

RAD group nasce dalla fusione di due precedenti società: Lobae design e Funky Fresh Factory, a loro volta formate da 2 elementi ciascuna. Oggi siamo 4 soci, perfettamente complementari. Il motivo della nostra fusione è stato quello di voler ribaltare la percezione visiva delle nostra entità nei confronti dei nostri clienti.
Come spiega Werthemeir “la percezione non dipende dagli elementi ma dalla loro strutturazione in un “insieme organizzato”, in una “Gestalt” (generalmente tradotta con “forma”, “struttura”, “pattern”).”

In particolar modo ci interessa spiegare la nostra fusione con la prima legge della Gestalt avvalendoci di un pò di Kandinsky.
La legge della vicinanza dice che “gli elementi vengono uniti in forme con tanta maggior coesione quanto maggiore è la loro vicinanza”.

vicinanza_gestalt

Questa è la nostra equazione:

Bianca è un insieme di punti, Alessio è un insieme di punti

_Bianca e Alessio sono due linee

Matteo è un insieme di punti, Davide è un insieme di punti

_Matteo e Davide sono due linee

Bianca, Alessio, Davide e Matteo sono ora una superficie.

Se nel 1920 è stato importante per la società stilare regole di percezione visiva, oggi bisogna ricordarsi di seguirle. Le regole sono le stesse e, la vera “creatività” che per noi appunto non esiste, sta nell’applicare queste regole anche alla decisione di fondarne una nuova, di società.

Oggi siamo un quadrato. Un solido stabile per antonomasia.
Ci abbiamo messo 6 anni a capire che per cambiare agli occhi degli altri dovevamo semplicemente cambiare posizione nello spazio. D’altronde, fondando gruppi di lavoro da molto giovani si cresce insieme ad essi. Siamo cambiati ancora una volta e siamo così affezionati al cambiamento che ne abbiamo fatto il nostro Core Business.

Per questo il nostro numero fisso è mobile.

 

I Web Design trends che possiamo aspettarci dal 2017

Con l’inizio del nuovo anno tutti si fiondano su giornali, siti e riviste per leggere i propri oroscopi e scoprire cosa aspettarsi nei mesi a venire. Noi di Rad non riusciamo a smentirci nemmeno in questa situazione, fregandocene altamente degli astri ma cercando comunque di prevedere i web design trends del nuovo anno!

Ci teniamo a rimanere costantemente aggiornati sui cambiamenti e le innovazioni che avvengono nel web e nel mondo del design in generale e, perché no, anche di farne parte!

Meno flat design, più stile editoriale

Basic_collection_moda_adv

Volenti o nolenti dobbiamo incominciare a farci il pensiero, il flat design sta passando di moda: sono sempre meno i siti di tendenza che si propongono con lo stile cartonesco e colorato, tipico del flat design. Da diverso tempo il Material design del buon vecchio Google ha incominciato a prevalere, ma adesso più che mai ci stiamo spostando sul ricreare, anche in digitale, lo stile editoriale tipico delle riviste di moda, con foto reali al posto di illustrazioni geometriche, un grande uso di caratteri graziati dalle dimensioni sproporzionate e un bell’effetto di parallax scrolling per dare dinamicità al tutto.

La tipografia nel web: Big & Bold

tipografia_bold

Come già accennato nel punto precedente, i font stanno crescendo a vista d’occhio: sono sempre più frequenti home page con caratteri tipografici dalle grandezze imponenti, sia per peso che proporzioni, con l’intento di stupire l’utente e comunicare un messaggio semplice e conciso, che rimanga ben impresso nella sua mente. Anche la Apple con la nuova interfaccia di iTunes e AppleMusic ha deciso di optare per un font-size molto elevato ma soprattutto bold, cosa che non faceva da parecchi anni.

Forme geometriche, linee e patterns nel web design

forme_geometriche_web

Per contrapporre il realismo di foto e video, molti web designer stanno incominciando a inserire degli elementi prettamente grafici, come icone, linee geometriche a zig-zag o ondulate, magari animate allo scrolling. Sono in oltre comuni anche pattern o elementi grafici sviluppati con l’effetto low-poly, ovvero riproducendo le superfici con dei poligoni che reagiscono in modo diverso alla luce, creando giochi di ombre e, in alcuni casi, definendo delle vere e proprie figure (a questo link un generatore molto interessante).

Animazioni e GIF nei siti web

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Ormai lo sappiamo bene: le GIF anno invaso i nostri social network e continueranno a farlo anche per il prossimo anno! I web designer stanno studiando metodi sempre più innovativi per sfruttare questa tecnologia rispolverata dagli anni ’90, in primis noi con il nostro sito e con le thumbnails di questo blog.

Non di meno, anche l’utilizzo dei canvas e dei video embeddati tramite HTML5 (p.s: attenti al mobile!) stanno spopolando: sono sempre di più i siti che permettono all’utente di interagire con effetti visivi e animazioni, spesso e volentieri anche al semplice scopo ludico.

Layout web e griglie di costruzione

Uber adv

Non so se ve ne siete mai accorti ma adesso nei design dei siti web c’è la tendenza di lasciare a vista le griglie di costruzione del layout su cui si appoggiano i vari elementi della pagina. È uno stratagemma utilizzato molto spesso per home e landing page con tanto contenuto, spesso reso dinamico dal parallax scrolling. Siti di moda, dallo stile editoriale di cui abbiamo già parlato, sono spesso disegnati con elementi che al primo sguardo possono sembrare posizionati puramente a caso ma, grazie alle linee di costruzione, possiamo accorgerci velocemente che ogni elemento è posizionato con cura e una logica quasi maniacale, che riesce a reggere su tutte le risoluzioni, sfruttando a pieno le regole del responsive design.

Problem solving

Soluzioni, non problemi

Il problem solving è un’attività utilizzata in qualunque ambito, dalla psicologia, al web, al social media, a quello aziendale, fino ad arrivare alla vita reale. In termini più generali è quel processo essenziale da eseguire in un certo ordine, per trovare una soluzione efficace ed efficiente ad un problema e modificare quindi in positivo un’aspetto svantaggioso. Come si può capire, il tutto si concentra intorno ad un “problema”.

Approfondiamo il significato di questa parola guardando come viene definita da alcuni dei principali vocabolari:

“Ogni quesito di cui si richieda ad altri o a sé stessi la soluzione, partendo di solito da elementi noti”Treccani

“Un problema, comunemente inteso, è un ostacolo che rende difficile raggiungere un determinato obiettivo o soddisfare una certa esigenza, frapponendosi tra la volontà dell’individuo e la realtà oggettiva. In senso più specifico con questo termine ci si riferisce ad una qualsiasi situazione o condizione che è irrisolta e che presenta delle difficoltà per la sua soluzione.” –Wikipedia

“Questione da risolvere partendo da elementi noti mediante il ragionamento, e per la quale si propongono soluzioni”Devoto Oli

Prendendo come partenza queste definizioni, il problem solving è solo l’ultima punto utile alla risoluzione del problema. Se non attuiamo prima l’azione del “problem finding”, risulterà difficile, per non dire impossibile, trovare una giusta soluzione. Ora, non voglio dilungarmi sulla pratica del “problem solving” in tutti i vari ambiti in cui può essere applicato, anche se i passi da svolgere potrebbero essere utilizzati in maniera molto simile tra loro. Mi interessa invece soffermarmi a parlarne nell’ambito rivolto alle tecnologie e alla comunicazione.

In termini di puzzle

Nella programmazione è più semplice (non proprio) spiegare il processo che può portare a una risoluzione di un problema, detto in poche e semplici parole, partendo dal bug (un problema, qualcosa che non fa quel che dovrebbe fare) del codice, andiamo a cercare dove e cosa non funziona e lo correggiamo.

Ma in ambito aziendale?

Pensiamo ad una qualsiasi azienda digitalizzata. Questa può aver bisogno di velocizzare i processi produttivi e/o di gestione, di ampliare il proprio bacino di vendita, di comunicare tra i vari settori interni o semplicemente per gestire flussi di dati su più piattaforme.

Qui però non stiamo analizzando il problema, quanto l’obbiettivo da raggiungere. Tutto ciò ci porta indirettamente alla scoperta di uno o più problemi che andranno trovati e analizzati.

Come mai l’azienda non riesce a produrre quanto dovrebbe? Perché non riesce a soddisfare la richiesta dei clienti? Perché i vari settori non riescono a comunicare? Per quale motivo risultano incongruenze nei dati aziendali?

Risoluzioni

Queste sono solo alcune domande che ci servono a scovare il problema per poi risolverlo. Ma non dobbiamo credere che essere arrivati a queste domande e conoscere l’obbiettivo a cui l’azienda vuole arrivare possa essere un punto di arrivo. Per attuare una soluzione che porti al giusto risultato si dovrà conoscere molti altri fattori.

È essenziale entrare nei meccanismi aziendali, capire come vengono gestite le varie fasi del lavoro, quali sono i programmi che vengono utilizzati, conoscere il personale e la cognizione che questi hanno degli strumenti che utilizzano. In questo modo possiamo capire effettivamente se c’è un problema, una mancanza, o se la criticità è dovuta all’errato utilizzo di strumenti già esistenti o alla loro poca padronanza.

Adesso siamo in grado di fare un’accurata analisi della situazione, e possiamo affrontarla in termini più concreti, concordando un obbiettivo reale ed andare ad individuare e valutare le soluzioni atte a risolverlo, uno step dopo l’altro.