Design versus Art

Ho frequentato un istituto che trattava arte applicata iscrivendomi però al corso di Comunicazione. Forse è per questo motivo che per molto tempo ho avuto le idee confuse su quale era il limite tra arte e design. In effetti per molti aspetti le due cose si intersecano, almeno lo hanno fatto per un periodo storico, dove i più creativi erano gli artisti a cui veniva attribuito il ruolo di designer. Personalmente sono molto felice che lo abbiano fatto perché così possiamo ammirare pezzi unici di architettura ed accessori.

Il punto su cui però interrogarsi è uno solo: il design deve tendere al bello o al funzionale? Quale vende di più?

Avete presente l’Art Noveau? Bellissima, sinuosa in tutte le sue linee ricurve e dettagliate, con i suoi bordi netti in stile fumetto pop, i suoi ori scintillanti e le sue architetture che si ispirano alla natura e dipinti giapponesi. Su Klimt ho scritto un tema e realizzato (in un totale delirio cosmico di onnipotenza) una sua opera in creta. Mia mamma a casa aveva attaccato dei quadretti con i manifesti di Steinlen, Mucha e Lautrec. Che colori, che tratto. Forse anche io un giorno potrò fare il disegnatore di pubblicità come loro, mi dicevo.

Ma non si trattava di design, erano solo degli artisti che disegnavano poster diventando illustratori.

Avete presente Sottsass? La megafigata dello specchio Ultrafragola, la libreria Carlton che tutti hanno desiderato almeno una volta nella vita? Come vorrei poterli mettere in casa..

Ecco, a prescindere dai propri gusti, questo non è design anche se l’ideatore è un designer.

Partiamo dalle basi.

L’artista elabora un qualcosa che è per le masse. Il designer anche.

L’artista crea dei pezzi unici per soldi. Il designer anche.

L’artista è sensibile ai movimenti sociali del suo tempo. Il designer anche.

L’artista elabora qualcosa che gli viene dalle viscere a proprio sentimento, con la tecnica che più lo aggrada. Il designer elabora qualcosa che deve rispettare determinati standard sia materialmente che strutturalmente.

Per esempio non si può costruire un tavolo di carta velina perchè non potremo mangiarci. Questa è una licenza poetica che si può permettere l’artista per trattare un tema a lui particolarmente caro. Il designer invece può pensare a realizzare un tavolo leggero e resistente che può cambiare misura per le più disparate esigenze dell’acquirente.

L’artista crea nelle persone interrogativi. Il designer risponde alle domande dei più esigenti.

Il design visivo per le pubblicità non dovrebbe costruire troppi interrogativi intorno alla sua funzione. La comunicazione deve essere veloce, colpire diretta senza far perdere lo spettatore nella foresta delle informazioni. Le persone leggono le immagini dalle auto, scorrendo le riviste e i device .

Al centro di una folla di gente che parla, solo un megafono viene ascoltato da tutti.

Ci sono un bel pò di parole che se pronunciate in associazione con altre possono farti sentire migliore nell’impiego che svolgi. Alcune di queste appartengono alla categoria dei designer e vengono usate a sproposito per una moltitudine di altre professioni.

Per come la intendo io, per tutte le domande che mi sono fatto e le relative risposte a cui sono arrivato, il design è quella particolare invenzione che migliora la vita delle persone, non la rende solo più bella e alla moda.

Fare design è un qualcosa che richiede conoscenza del prodotto che deve essere sviluppato. Per capire se un vino è buono o meno se ne deve aver provati altri e bisogna sapere quali sono le caratteristiche che lo rendono un vino di qualità. Ci può piacere anche il vino in tetrapak, ma non possiamo dire di essere dei sommelier.

L’importanza del bianco e nero

Vedere in bianco e nero

Ci sono alcuni animali che necessitano di mimetizzarsi nell’ambiente circostante. Questi animali vedono solo le sfumature del bianco e del nero e riescono ad imitare ciò che gli sta intorno per nascondersi dai predatori.

Non siamo su Focus avete ragione, ma il parallelismo con polpi e seppie mi viene in automatico. Spesso si usa il bianco e nero per risultare i più neutri possibile, per rimanere imparziali agli occhi della folla che appunto ci vedrà perfetti ed impeccabili nei nostri toni neutri e distaccati. Ci sentiamo molto più a nostro agio vestiti di nero, non siamo strani, non ci sentiamo sbagliati, facciamo parte della folla.

Gli opposti si attraggono

Il bianco e nero sono colori?
Se si chiedesse a uno scienziato avremo una risposta basata sulla fisica per cui “Il nero non è un colore, il bianco è un colore”. Se lo si chiedesse invece ad un artista o ad un bambino ci diranno che “Il nero è un colore, il bianco no”. In termini di frequenze di luce, il bianco è la presenza di tutti i colori ed è quindi un colore. Il nero è al contrario la completa assenza di colori. In termini di pigmenti invece il bianco è la completa assenza di un qualsiasi colore mentre il nero è la somma di tutti quanti.

Anche se il bianco e il nero sono i colori più usati, è facile trascurare il motivo e il modo in cui vengono utilizzati.

Per esempio: perché si scrive nero su bianco? Perché l’eleganza è rappresentata dal nero? Perché le note sono nere? Esiste il nero senza il bianco? L’influenza che bianco e nero hanno è subconscia. Cosa è vuoto, cosa è pieno? Il nero è visivamente pesante. Il suo messaggio è forte. Il nero è comunemente associato al potere, all’autorità e alla forza, ultimamente all’anonimato e all’eleganza.  Nelle storie del bene contro il male il nero rappresenta la parte scura ed è simbolo dei cattivi.

Ma sappiamo bene che l’abito della monaca non rappresenta certo il male, quanto l’austerità. Altre associazioni con il nero possono essere l’intelligenza, nella forma della montatura di un paio di occhiali; la professionalità, nella forma di un completo con valigetta.

Occultismo monocromatico

Se il nero è il simbolo del male, il bianco è collegato direttamente a tutto ciò che è giusto, buono e calmo. Il bianco trasmette purezza, salvezza, contemporaneità, raffinatezza e verità. Basta pensare agli abiti di dottori o delle spose. Si dice che il bianco favorisca pensieri creativi e sia sinonimo di nuovo inizio. Nella storia e nelle culture si è venuta lentamente a formare la coscienza dei due colori come opposti. Il più rappresentativo esempio di questo lo troviamo nel simbolo del tao, dove Ying e Yang si fronteggiano alla pari dalle loro posizioni di bianco e nero, di bene e male. Il nero rinchiude gli spazi, il bianco li apre.

Presa di posizione: bianco o nero?

Il nero evoca raffinatezza, il bianco comunica innocenza. Sono opposti. Nella moda si usa molto il nero per far si che il messaggio che si trasmette possa essere serio e professionale con un tocco di mistero e intensità. Nella bianca comunicazione della Apple invece si sottolinea il loro interesse per la pulizia, l’apertura ed il pensiero creativo. É importante riconoscere che, anche se opposti culturalmente e visivamente, il bianco ed il nero competono, ma piuttosto si completano. Si dice che gli opposti si attraggono e si potrebbe dire che il contrasto crea completamento. La convergenza del bianco e del nero è un esempio di come due divergenze possano comunicare insieme più di quanto non possano fare singolarmente.

Per tutto il 2017 la nostra comunicazione sarà in bianco e nero. Perché?

Perchè uno dei test di riprova sulle immagini elaborate dice che “se funziona in bianco e nero funzioni anche a colori“. Perché nel realizzare la nostra immagine coordinata ci siamo posti delle regole. Queste fanno si che noi tutti soci e collaboratori si possa portare avanti la stessa identità. Bianco e nero oggi è sinonimo di “non sottoposto a giudizio”; serve a fornire un’estetica “vuota”, che lascia spazio all’ascolto e alle parole.

Ci basiamo su esperienze che la teoria può raggiungere solo in parte, le sensazioni percepite dai nostri occhi miste al vissuto hanno sempre la meglio. Vi lascio con un video

Siamo puri, salvatori, contemporanei, raffinati e diciamo sempre la verità.